Quarantine Portraits


Ritratti di famiglie italiane al tempo del Coronavirus

Milano, 27 marzo 2020 – «Posso farvi un ritratto a distanza?». È con questa domanda che la fotoreporter Carlotta Stracchi Villa ha dato il via al progetto “Quarantine Portraits – Fotografie contro la paura”, ritraendo numerose famiglie italiane nel nostro Paese e in giro per il mondo, dallo schermo di un computer e in collegamento webcam. Una risposta all’unisono (e con un filo di ironia) quella ricevuta dalla fotografa milanese: «Quando vuoi, tanto siamo a casa».

A partire dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo #IoRestoaCasa – con le prime misure restrittive per il contenimento dell’epidemia da COVID-19 in Lombardia e altre 14 province, e con l’estendersi, dopo qualche giorno, delle stesse disposizioni all’intero territorio nazionale – è cresciuta la necessità di raccontare la nuova condizione degli italiani.

 Si parla di Quarantine Portraits perché lo scopo è proprio quello di realizzare dei veri e propri “ritratti di famiglia”, nella loro accezione più classica e solenne, immortalando i componenti del nucleo familiare d’origine o di quello che si è andato a creare negli anni con coinquilini o con amici a quattro zampe o che, ancora, si è scelto di creare o non creare per il periodo di quarantena.

Dove? Rigorosamente tra le mura di casa! Chi seduto sul divano, chi su un letto, chi appoggiato a una scrivania… in una posizione (quasi sempre) frontale e con lo sguardo (quasi sempre) dentro l’obiettivo di Carlotta, pronta a scattare dall’altra parte del monitor.

 Il mezzo scelto non poteva che essere lo schermo di un computer, tablet o smartphone, una cornice emblematica dei “ritratti di quarantena” e unica “finestra sul mondo” che al momento rende possibile un contatto con l’esterno e soprattutto con l’interno di altre case, per farci sentire meno soli. Ad accompagnare ogni singolo scatto, la relativa didascalia: luogo, nomi dei soggetti ritratti e qualche frase inerente alla situazione comune che stiamo vivendo pronunciata dagli stessi protagonisti delle foto, durante i convenevoli e il clic.

 Un format tanto semplice quanto carico di un significato importante: realizzare fotografie contro la paura.  È così che, in poco più di una settimana, sono stati raccolti oltre trenta ritratti. A partire dalla cerchia di parenti e amici, l’iniziativa ha cominciato a coinvolgere amici di amici e così via, dando vita a un passaparola che vede oggi un progetto in continuo sviluppo e crescita. L’obiettivo è, infatti, quello di creare un archivio di immagini e racconti delle famiglie italiane durante la quarantena: un grande e unico ritratto del nostro Paese, un album che, una volta terminato, rimarrà testimonianza storica di un vissuto.

 «In questo momento, quasi ogni paese nel mondo sta vivendo la stessa paura, la stessa incontrollabile sensazione di impotenza. Stare a casa è l’unico modo per aiutare e proteggere gli altri e per questo ho scelto di avviare, insieme a Claudia Boca (amica che si occupa di Pr&Media Relations), un progetto incentrato sui “ritratti di famiglia”, in quanto credo che questi siano una delle cose più preziose, che ognuno di noi conserva in un cassetto della propria casa. È così che voglio provare a raccontare questa unione speciale, anche se forzata e a volte difficile, che stiamo vivendo e ho deciso di farlo utilizzando la tecnologia che, oggi più che mai, ci sta unendo, e la mia inseparabile macchina fotografica»

IG : @quarantine_portraits_

Testi: Claudia Boca

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ARTRIBUNE #55 – PHOTO ROOM- MAGGIO/AGOSTO 2020

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